Denaro: cenni storici sull’utilizzo, il valore e il condizionamento della vita.

 

Il denaro nella società attuale è così importante perché è un mezzo di scambio, l’unico bene che può essere scambiato con qualsiasi altro bene o uso.
La sua consistenza è:
– Materiale e tangibile quando si usa la moneta
– di transizione: materiale-idea: con la banconota
– ideale cioè una idea della mente con i prodotti bancari, titoli, azioni creditizie, speculazioni ecc.

I primi usi di un compenso in cambio di qualcosa (dal latino cum + pendere = pesare insieme) si hanno quando si formano le prime forme di aggregazione e interazioni sociali nelle quali si ha la necessità di scambiare dei beni per soddisfare i bisogni primari.
Inizialmente lo scambio è limitato al baratto cioè scambio diretto di beni o servizi.
Il baratto diventa un primo accenno di potere legato al possesso, comincia a delinearsi l’associazione tra una forma di denaro. la ricchezza e la supremazia sulle genti.
Le prime monete appaiono in Asia Minore circa nel 2600 a.C. e da allora il denaro, la ricchezza e il potere diventano strettamente connessi. Il possesso del denaro provoca violenza, odio, vendetta, lotte, corruzione, guerre.
In Cina nell’812 d. C. appare la prima banconota. In Europa bisogna attendere indicativamente fino al Rinascimento perché si diffonda.
Strettamente connesse con il denaro e la ricchezza sorgono le banche. Le prime forme le troviamo nell’antica Mesopotamia, erano strettamente connesse alla religione, in quanto i religiosi erano i depositari e custodivano nei templi depositi di beni e offerte.
Tuttavia, per trovare istituzioni simili alle attuali bisogna risalire al Medioevo, periodo nel quale inizialmente gli orefici custodivano quantità di oro e argento dando in cambio la “nota di banco” una ricevuta del deposito che veniva rilasciata sul banco del commerciante. Nacquero così le prime banconote il cui valore simbolico era determinato dall’effettivo controvalore in metallo prezioso custodito dall’orefice. La praticità, la facile trasportabilità e utilizzo, il minor deterioramento del metallo, contribuirono a diffondere la carta al posto della moneta preziosa materiale.
Sempre nello stesso periodo per facilitare gli scambi e il trasporto, sovrani e nobili cominciarono a usare le lettere di credito, antenate dei nostri assegni bancari, per effettuare le loro operazioni.
La prima vera banca come la intendiamo attualmente, in grado di stampare denaro, sorse in Inghilterra nel 1694: la “Banca di Inghilterra”.
Da allora gli istituti bancari si sono diffusi in tutto il mondo e si sono evoluti al passo con la crescita economico-finanziaria degli Stati, divenendo sempre più connessi ai vari aspetti della vita e conseguentemente potenti, dal momento che il denaro e la ricchezza sono in grado di aprire la maggior parte delle porte, fornendo opportunità, potere, successo per chi li possiede. Fino al Novecento vi è stata la corresponsione tra oro e moneta stampata e nelle banche centrali di ogni stato vi erano depositi di metallo prezioso a garanzia delle banconote immesse, si poteva quindi, in ogni momento, intercambiare oro e moneta, dando sicurezza e consistenza al valore simbolico ideale della carta circolante.
Con l’evoluzione scientifico-tecnologica anche il concetto di denaro è cambiato soprattutto quando gli Usa, con il presidente Nixon, nel 1971, sganciarono la convertibilità del dollaro in oro.

In questo modo venne a mancare qualcosa di reale alla base del valore monetario e ne derivò che può essere stampato tutto il denaro che si vuole, senza nessuna garanzia, facendo delle banconote carta straccia priva di supporto, salvo un valore nominale basato sulla fiducia dell’interscambio.

Oggi, con lo sviluppo tecnologico, le attività legate al credito e alla gestione del denaro sono mutate, con internet e con le operazioni on line, il virtuale si è sostituito all’effettivo corrispettivo materiale di quando le attività bancarie erano supportate materialmente dal metallo prezioso.

Gli istituti bancari, in mano a una potente oligarchia mondiale hanno acquisito uno strapotere immenso nel determinare le politiche internazionali.
Economia-finanza risultano completamente stravolte da una forte immissione di denaro stampato, fondi di investimento, azioni creditizie, attività speculative in genere a cui manca la convertibilità in valore effettivo.
La ricchezza e conseguentemente il potere rimane nelle mani di pochi che gestiscono le politiche a livello internazionale supportandole con l’immissione sempre più massiccia di quella liquidità necessaria alle speculazioni creditizie per mantenere l’egemonia mondiale. La troppa liquidità comporta a sua volta una svalutazione direttamente proporzionale alla sempre più grande immissione di liquidità nel sistema. Solo la fiducia nel valore simbolico monetario regge tutto l’apparato. D’altronde, oggi, l’unico modo di ottenere denaro è quello di immetterlo dal nulla, perché il lavoro che nel corso dei secoli è stata la prima fonte di guadagno e di sostentamento delle popolazioni, ha perso il peso e l’autorevolezza che aveva nell’economia, sostituito dall’evoluzione tecnologica e dall’introduzione della robotica nei processi produttivi. La classe media che fino ad oggi ha sostenuto gli Stati con il proprio lavoro sta scomparendo dal sociale e, gli appartenenti ad essa, privati delle proprie occupazioni di sostentamento, vanno impoverendosi sempre più, diventando un inutile peso sociale.

La situazione appare drammatica e al limite del sostenibile. Qualora venisse a cadere la fiducia nel valore simbolico del denaro tutto il sistema crollerebbe inesorabilmente. Se improvvisamente tutte le masse richiedessero e ritirassero il proprio denaro dalle banche, verrebbe a mancare la disponibilità di liquidità e si scatenerebbe il caos ovunque. Il denaro perderebbe il proprio valore e diventerebbe carta straccia inservibile al sostentamento e alle speculazioni e farebbe crollare tutto l’ordine mondiale.

E’ necessario trovare soluzioni alternative che compensino e superino gli squilibri che si sono generati. Troppa importanza si è data nel corso dei secoli e, in special modo, nel nostro tempo a qualcosa di puramente materiale capace solo di soddisfare solo effimeri e apparenti bisogni tangibili e concreti, annullando negli esseri umani e nelle creature l’essenza che sta alla base dell’esistenza. Oggi ciò che veramente conta per la nostra società è l’apparenza, la ricchezza e il successo esteriori, come si ottengono ha poca importanza, anche se l’ottenimento ha comportato l’annientamento di se stessi, del nostro prossimo, delle creature e della natura che ci circonda. Un sistema basato sulla distruzione è destinato a crollare, ed è quello che sta succedendo. Se si vuole continuare a vivere e a ricostruire un mondo nuovo, piu’ sereno e soddisfacente è necessario cambiare radicalmente i principi e i valori alla base dell’esistenza.

Il denaro di per se stesso deve perdere il suo valore, la vera importanza deve essere data all’essenza di ogni creatura, che deve essere messa in grado di manifestare le proprie capacità e potenzialità, ogni centro vitale deve essere mosso dall’energia dinamica divina dell’amore che lo ha generato, l’amore, come forza in grado di far muovere l’universo, illuminare i cuori e mostrare la via da seguire. Un cammino difficile ostacolato da chi strumentalizza la vita degli altri a proprio vantaggio e interesse e dall’oscurità che cerca di offuscare la vista, ma nulla è impossibile per chi veramente desidera, si impegna e vuole realizzare un mondo migliore.

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In sintesi:
Tutta la società attuale e la vita sulla Terra è dominata dall’energia del denaro, usato in modo nefasto e a basse vibrazioni: odio, rabbia, egoismo, violenza, interesse, guerra. La moneta è vista come valore di scambio per il soddisfacimento di bisogni materiali ricchezza e potere, e le è stata attribuita una importanza maggiore della vita. Un tale sistema sta crollando coinvolgendo nella distruzione tutti coloro che sono incapaci di innalzare le proprie vibrazioni energetiche, per elevarsi e cambiare radicalmente il proprio modo di pensare e di agire. Occorre per non essere travolti trovare alternative nuove, creative, originali che permettano di esprimere sé stessi, le proprie capacità e potenzialità in un contesto di amore universale del quale essere parte attiva. (Wilma)

MANGO (Mangifera indica )

Genere: maschile
Pianeta: Marte
Elemento: Fuoco
Divinità: Budda- Saraswati
Poteri: Protezione, amore, sesso, fertilità, felicità, ricchezza, abbondanza, prosperità, saggezza

E’ un frutto tropicale di un albero sempreverde Mangifera Indica, tipico del sud continente indiano, dove viene coltivato da oltre quattromila anni. Oggi diffuso anche nell’America Centrale e in Messico e in altre parti del mondo a clima tropicale. La sua corteccia è ricca di resine e di colore rossastro, può raggiungere i 40 metri di altezza .
E’ ricco di olii essenziali che gli conferiscono il particolare aroma e sapore.
Il frutto è una drupa (Frutto carnoso indeiscente con epicarpo membranoso, mesocarpo carnoso ed endocarpo che si lignifica (nocciolo), contenente uno o due semi (per es. oliva, pesca) puo’ avere diverse forme: rotondo, ovale, a pera, lungo, sottile e il suo peso solitamente oscilla tra i 200 e i 700 gr.
Ha un alto contenuto in zuccheri molto biodisponibili, enzimi digestivi e microelementi che hanno la capacità di attivare il metabolismo.
Ha un alto contenuto di vitamina A e vit C e carboidrati che gli conferiscono il sapore dolcissimo. Inoltre contiene potassio, calcio, magnesio, zolfo e un po’ di fosforo. E’ povero di grassi vegetali. E’ leggermente diuretico e lassativo.
Per il suo alto contenuto in vit. A è utile per la vista, per la pelle, ma è sconsigliato per chi presenta epatopatie. E’ ricco in Flavonoidi in particolare la quercetina che lo rendono un potente antiossidante, antiinvecchiamento antiinfiammatorio, antimicrobico, antivirale e utile nella prevenzione del cancro. Attivo nella riparazione cellulare e nel potenziamento dell’apparato immunitario, migliora la circolazione e l’apparato cardiovascolare. L’alto grado di fibre e di potere saziante lo trova indicato nelle diete dimagranti.
Per i suoi principi è inoltre indicato nelle forme depressive e astenie (stato di debolezza generalizzato causato dalla diminuzione o alla perdita della forza muscolare, con facile affaticamento ed insufficiente reazione agli stimoli), nelle digestioni lente e difficili, nei disturbi renali, inoltre mangiare un mango prima di addormentarsi aiuta il rilassamento e il sonno. Utile anche per favorire la lucidità del cervello e la concentrazione.
L’abbondanza di enzimi digestivi lo rende controindicato nei casi di gastrite con iperacidità e pirosi e con infiammazione acuta delle mucose gastrointestinali. Puo’ interferire con l’uso di farmaci e con in particolare con anticoagulanti, per cui per coloro che presentano problemi di salute è sempre necessario il parere di un medico. Si possono avere forme di dermatiti allergiche, tra l’altro rare, per il contatto con la linfa dell’albero.

Evitare di acquistare manghi con la buccia di due colori diversi ed evidenti come per es il rosso e verde, perché vuol dire che il frutto ha subito sbalzi di temperatura e non è maturato in modo corretto. Evitare anche quelli marroni perché troppo maturi.
Del Mango si utilizza tutto: il frutto mangiato al naturale, per succhi, marmellate, shampo ecc… Le bucce per decotti, bucce e nocciolo per maschere viso ecc..

USI MAGICI:
I fiori vengono usati perché si crede che portino prosperità e ricchezza per decorare le porte nei matrimoni, in occasione di nascite e di feste religiose.
Per gli Hawaiani sognare il mango significa l’arrivo di periodi di prosperità.
I frutti hanno il potere di fare realizzare sogni e desideri, ma perché ciò accada è necessario pensare intensamente a quello che si vuole ottenere mentre si mangia un mango e visualizzare la sua realizzazione.
I maghi Veda usano il mango per le pozioni d’amore. Gli indiani usano le foglie nelle cerimonie religiose per favorire la felicità e la ricchezza.
Diversi popoli usano assaporare il mango per stimolare il desiderio sessuale

TRADIZIONE:
Secondo la tradizione l’albero nacque a seguito dell’amore tra il re della Terra e della figlia del Sole. Relazione contrastata da una maga gelosa che fece di tutto per separare i due giovani. Alla fine ogni tentativo di impedire le nozze svanì e gli amanti si ritrovarono e poterono sposarsi per opera dell’albero del Mango che crebbe sulla terra e donò al giovane innamorato la propria amata, incarnata in uno dei suoi dolcissimi e meravigliosi frutti.
Gli Indiani lo consideravano il “ cibo degli dei”. Il frutto maturo rappresenta per la cultura indù la realizzazione e la prosperità ed è simbolicamente indice di saggezza
Dall’India il mango conquisto il sud- est asiatico e a opera di Alessandro Magno si diffuse anche verso i confini della Grecia.
Coloro che invece favorirono la sua diffusione in Africa e in America latina furono i Portoghesi (Wilma)

 

Composizione:
MANGO
In 100 g di mango sono presenti 53 Calorie così distribuite:
89% carboidrati
8% proteine
3% lipidi
In particolare, 100 grammi della parte commestibile del frutto apportano:
• 82,8 g di acqua
• 1 g di proteine
• 0,2 g di lipidi
• 12,6 g di zuccheri solubili
• 1,6 g di fibre
Fra le vitamine e i minerali, 100 g della parte commestibile del mango apportano:
• 28 mg di vitamina C
• 0,6 mg di niacina
• 0,04 mg di riboflavina
• 0,02 mg di tiamina
• 533 µg di vitamina A (retinolo equivalente)
• 250 mg di potassio
• 11 mg di fosforo
• 7 mg di calcio
• 1 mg di sodio
• 0,5 mg di ferro
Il mango è inoltre una fonte di flavonoidi, come la quercetina, e di xantoni glicosilati, come la mangiferina
Fonte https://www.humanitas.it/enciclopedia/alimenti/frutta/mango/

NB Le suddette informazioni rappresentano indicazioni a carattere generalE e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Si consiglia in caso di patologie di rivolgersi a un medico o a un esperto del settore, inoltre per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Due generazioni a confronto

Vivere in periodi di grandi cambiamenti inevitabilmente porta a fare osservazioni, riflessioni, confronti.

Mi sono chiesta perchè esiste una grande differenza tra i ragazzi del 1968/69 e quelli attuali. L’evoluzione  dei tempi, la ricerca e le scoperte scientifico-tecnologiche avrebbero dovuto migliorare le generazioni e invece è come se l’entusiasmo e la spensieratezza dei giovani del secolo scorso si fossero spenti con il trascorrere degli anni.

La stessa vitalità giovanile, oggi, risulta diminuita e in certi casi addirittura annullata, defluendo in una noia di  vivere  che rende i giovani abulici e passivi invece di attivi, determinati e decisi a creare e realizzare la propria realtà come avveniva nei tempi passati.

Negli anni di mezzo del secolo scorso popolazioni appena uscite dalle distruzioni e dalla tragedia delle guerre avevano una forte spinta alla ricostruzione e alla rinascita individuale e sociale. Alla maggior parte delle persone mancava tutto, ma erano sorridenti e pronti a rimboccarsi le maniche, impegnarsi e lavorare per migliorare la propria esistenza.

Ai giovani bastava poco per essere allegri e sorridere insieme ai propri coetanei mettendo da parte i pensieri e le preoccupazioni. L’educazione dei genitori era solitamente rigida, minimo lo spazio da dedicare al divertimento, pochi i locali e a mezzanotte tutto chiuso, il giorno dopo si lavorava.

Una gita fuori porta, un fughino da scuola, un gelato alla baracchina con gli amici, una festa privata in casa di ragazzi con dei genitori piu’ permissivi, ma attenti e presenti nella stanza accanto, era motivo di gioia.

I sentimenti erano veri e facevano palpitare i cuori. Le persone se stesse, senza troppi fronzoli e firme perchè a volte mancavano i soldi anche per comperare il minimo per sopravvivere, eppure spensieratezza, entusiasmo e allegria erano ovunque.

Quei giovani volevano la libertà da condizionamenti, retaggi tradizionali e culturali, schemi sociali e imposizioni di potere. Essi si ribellavano con tutta la forza della loro gioventu’, delle loro idee e dei loro convincimenti. Sapevano argomentare le loro motivazioni e contrastare tutto quello che ritenevano oppressione e ingiustizia. Quei giovani erano semplici,. agivano di istinto, ma facevano paura. Quel timore era generato dalla capacità che avevano di convincere gli individui alla loro causa, dall’entusiasmo che li accomunava, dal saper trovare tematiche che contrastavano le ingiustizie di una mentalità obsoleta. Per ottenere giustizia erano disposti a tutto e lottavano senza timore, ricatti, costrizioni, invece di sottometterli, li sfidavano a portare avanti con sempre maggiore forza e coraggio la propria lotta. Avevano una tempra forgiata dalla nascita con l’abitudine a provvedere a se stessi utilizzando le proprie capacità, e una scuola che privilegiava la costruzione del pensiero critico, abituava a pensare, a ragionare a trovare le soluzioni ai problemi a chiedersi il perchè di quello che accadeva. Ognuno si dava da fare come poteva e si impegnava per provvedere a se stesso e alle proprie necessità spendendo il meno possibile, visto che i soldi erano veramente pochi. I giochi per i piccoli, gli attrezzi di lavoro, i vestiti, i cibi venivano preparati e lavorati autonomamente, con impegno e passione. Il consumismo era pressocchè sconosciuto.

Quei giovani erano una forza scomoda per il potere perchè sarebbero stati in grado di sovvertire l’ordine costituito, in quei ragazzi doveva essere spenta la forza vitale, la capacità di pensare autonomamente e criticamente, doveva essere fiaccato l’entusiasmo, il coraggio, la forza, l’impegno, la determinazione per essere se stessi e per portare avanti le proprie idee di libertà e di giustizia.

Quella generazione andava distrutta e sostituita con individui deboli, incapaci di pensare,  condizionabili, facilmente terrorizzabili. Persone per le quali l’apparenza prevale sull’essenza. Essere se stessi diventa una handicap quando impedisce di adeguarsi ai modelli imposti, al di fuori dei quali esiste solo l’emarginazione e la solitudine di una società che abbandona chi disubbidisce agli schemi. Apparire, avere successo, essere ammirati per quello che si mostra e si possiede. Pensare diventa un tormento da evitare perchè destabilizza, preoccupa, riempie di ansia meglio sostituire con qualcosa che offusca la mente: divertimento estremo, alcool, droga, vestiti firmati e cellulari e compiuter all’ultimo grido. Lavorare per provvedere a se stessi superfluo, quando si ha la possibilità di farlo fare a robot che puliscono, cucinano, leggono, obbediscono e via dicendo, che importa se attraverso questi automi si viene completamente e in continuazione tenuti sotto controllo. Lavorare fa faticare meglio stare sul divano con il cellulare o il compiuter ultimo modello a giocherellare, ipnotizzati dai mass media e dalle loro attività. La scuola una fabbrica di modelli a cui adeguarsi assolutamente senza pensare, vietato essere se stessi, si viene immediatamente bullizzati e allontanati dal gruppo e, la solitudine, per chi ha il vuoto dentro, fa paura, tanta paura. I veri valori vengono sempre piu’ sostituiti da caratteristiche diverse e contrarie alle certezze che hanno identificato l’umanità per secoli costituendone le basi del sociale. La famiglia: scardinata, le interazioni tra persone stravolte, l’apparenza e la capacità di adattarsi a modelli l’unico modo possibile di vivere. Un passivo adattarsi dunque a schemi che disgregano la personalità e la capacità di ribellarsi e di rivendicare libertà, un continuo rifiutare responsabilità per migliorare la propria vita sostituite da uno zittire la propria coscienza incolpando altri o altro della propria condizione. Un egoismo dilagante con il quale si pretende dagli altri quello che invece dovrebbe essere richiesto a se stessi. Un impegno e un dovere ad esistere sotituito dal diritto di volere che altri risolvano i propri problemi dando per scontato che tutto è dovuto.

Nell’ultimo mezzo secolo il potere ha lavorato, subdolamente e nel sommerso, in ogni settore della vita per scardinare gli equilibri e cercare di creare automi, deboli, passivi, perfettamente controllabili e pronti ad essere schiavizzati e oppressi.

Chi muove le fila del comando ha fatto vedere la carota che faceva brillare gli occhi dei più e li convinceva delle buone intenzioni di chi li guidava, al quale veniva concessa completa fiducia, in cambio di una continua distrazione dai veri intenti e dagli scopi prefissati verso i quali veniva spinta l’umanità.

Quello che sta accandendo e l’esito finale sembra ormai scontato, tuttavia la vita insegna che nulla è scontato tutto cambia spesso improvvisamente e inaspettatamente per ristabilire gli equilibri che erano stati squilibrati.

L’energia vitale è una forza immensa e inesauribile sicuramente saprà riconquistare le giovani generazioni e spingerle verso la crescita e l’evoluzione alla ricerca del benessere e dell’armonia. Nulla avviene a caso e tutto concorre a riportare l’armonia.  (Wilma)

 

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