{"id":1989,"date":"2022-08-02T22:02:01","date_gmt":"2022-08-02T22:02:01","guid":{"rendered":"https:\/\/interazionearmonica.com\/blog\/?p=1989"},"modified":"2022-08-02T22:02:01","modified_gmt":"2022-08-02T22:02:01","slug":"due-generazioni-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/interazionearmonica.com\/blog\/due-generazioni-a-confronto\/","title":{"rendered":"Due generazioni a confronto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">Vivere in periodi di grandi cambiamenti inevitabilmente porta a fare osservazioni, riflessioni, confronti.<\/p>\n<p>Mi sono chiesta perch\u00e8 esiste una grande differenza tra i ragazzi del 1968\/69 e quelli attuali. L&#8217;evoluzione\u00a0 dei tempi, la ricerca e le scoperte scientifico-tecnologiche avrebbero dovuto migliorare le generazioni e invece \u00e8 come se l&#8217;entusiasmo e la spensieratezza dei giovani del secolo scorso si fossero spenti con il trascorrere degli anni.<\/p>\n<p>La stessa vitalit\u00e0 giovanile, oggi, risulta diminuita e in certi casi addirittura annullata, defluendo in una noia di\u00a0 vivere\u00a0 che rende i giovani abulici e passivi invece di attivi, determinati e decisi a creare e realizzare la propria realt\u00e0 come avveniva nei tempi passati.<\/p>\n<p>Negli anni di mezzo del secolo scorso popolazioni appena uscite dalle distruzioni e dalla tragedia delle guerre avevano una forte spinta alla ricostruzione e alla rinascita individuale e sociale. Alla maggior parte delle persone mancava tutto, ma erano sorridenti e pronti a rimboccarsi le maniche, impegnarsi e lavorare per migliorare la propria esistenza.<\/p>\n<p>Ai giovani bastava poco per essere allegri e sorridere insieme ai propri coetanei mettendo da parte i pensieri e le preoccupazioni. L&#8217;educazione dei genitori era solitamente rigida, minimo lo spazio da dedicare al divertimento, pochi i locali e a mezzanotte tutto chiuso, il giorno dopo si lavorava.<\/p>\n<p>Una gita fuori porta, un fughino da scuola, un gelato alla baracchina con gli amici, una festa privata in casa di ragazzi con dei genitori piu&#8217; permissivi, ma attenti e presenti nella stanza accanto, era motivo di gioia.<\/p>\n<p>I sentimenti erano veri e facevano palpitare i cuori. Le persone se stesse, senza troppi fronzoli e firme perch\u00e8 a volte mancavano i soldi anche per comperare il minimo per sopravvivere, eppure spensieratezza, entusiasmo e allegria erano ovunque.<\/p>\n<p>Quei giovani volevano la libert\u00e0 da condizionamenti, retaggi tradizionali e culturali, schemi sociali e imposizioni di potere. Essi si ribellavano con tutta la forza della loro gioventu&#8217;, delle loro idee e dei loro convincimenti. Sapevano argomentare le loro motivazioni e contrastare tutto quello che ritenevano oppressione e ingiustizia. Quei giovani erano semplici,. agivano di istinto, ma facevano paura. Quel timore era generato dalla capacit\u00e0 che avevano di convincere gli individui alla loro causa, dall&#8217;entusiasmo che li accomunava, dal saper trovare tematiche che contrastavano le ingiustizie di una mentalit\u00e0 obsoleta. Per ottenere giustizia erano disposti a tutto e lottavano senza timore, ricatti, costrizioni, invece di sottometterli, li sfidavano a portare avanti con sempre maggiore forza e coraggio la propria lotta. Avevano una tempra forgiata dalla nascita con l&#8217;abitudine a provvedere a se stessi utilizzando le proprie capacit\u00e0, e una scuola che privilegiava la costruzione del pensiero critico, abituava a pensare, a ragionare a trovare le soluzioni ai problemi a chiedersi il perch\u00e8 di quello che accadeva. Ognuno si dava da fare come poteva e si impegnava per provvedere a se stesso e alle proprie necessit\u00e0 spendendo il meno possibile, visto che i soldi erano veramente pochi. I giochi per i piccoli, gli attrezzi di lavoro, i vestiti, i cibi venivano preparati e lavorati autonomamente, con impegno e passione. Il consumismo era pressocch\u00e8 sconosciuto.<\/p>\n<p>Quei giovani erano una forza scomoda per il potere perch\u00e8 sarebbero stati in grado di sovvertire l&#8217;ordine costituito, in quei ragazzi doveva essere spenta la forza vitale, la capacit\u00e0 di pensare autonomamente e criticamente, doveva essere fiaccato l&#8217;entusiasmo, il coraggio, la forza, l&#8217;impegno, la determinazione per essere se stessi e per portare avanti le proprie idee di libert\u00e0 e di giustizia.<\/p>\n<p>Quella generazione andava distrutta e sostituita con individui deboli, incapaci di pensare,\u00a0 condizionabili, facilmente terrorizzabili. Persone per le quali l&#8217;apparenza prevale sull&#8217;essenza. Essere se stessi diventa una handicap quando impedisce di adeguarsi ai modelli imposti, al di fuori dei quali esiste solo l&#8217;emarginazione e la solitudine di una societ\u00e0 che abbandona chi disubbidisce agli schemi. Apparire, avere successo, essere ammirati per quello che si mostra e si possiede. Pensare diventa un tormento da evitare perch\u00e8 destabilizza, preoccupa, riempie di ansia meglio sostituire con qualcosa che offusca la mente: divertimento estremo, alcool, droga, vestiti firmati e cellulari e compiuter all&#8217;ultimo grido. Lavorare per provvedere a se stessi superfluo, quando si ha la possibilit\u00e0 di farlo fare a robot che puliscono, cucinano, leggono, obbediscono e via dicendo, che importa se attraverso questi automi si viene completamente e in continuazione tenuti sotto controllo. Lavorare fa faticare meglio stare sul divano con il cellulare o il compiuter ultimo modello a giocherellare, ipnotizzati dai mass media e dalle loro attivit\u00e0. La scuola una fabbrica di modelli a cui adeguarsi assolutamente senza pensare, vietato essere se stessi, si viene immediatamente bullizzati e allontanati dal gruppo e, la solitudine, per chi ha il vuoto dentro, fa paura, tanta paura. I veri valori vengono sempre piu&#8217; sostituiti da caratteristiche diverse e contrarie alle certezze che hanno identificato l&#8217;umanit\u00e0 per secoli costituendone le basi del sociale. La famiglia: scardinata, le interazioni tra persone stravolte, l&#8217;apparenza e la capacit\u00e0 di adattarsi a modelli l&#8217;unico modo possibile di vivere. Un passivo adattarsi dunque a schemi che disgregano la personalit\u00e0 e la capacit\u00e0 di ribellarsi e di rivendicare libert\u00e0, un continuo rifiutare responsabilit\u00e0 per migliorare la propria vita sostituite da uno zittire la propria coscienza incolpando altri o altro della propria condizione. Un egoismo dilagante con il quale si pretende dagli altri quello che invece dovrebbe essere richiesto a se stessi. Un impegno e un dovere ad esistere sotituito dal diritto di volere che altri risolvano i propri problemi dando per scontato che tutto \u00e8 dovuto.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ultimo mezzo secolo il potere ha lavorato, subdolamente e nel sommerso, in ogni settore della vita per scardinare gli equilibri e cercare di creare automi, deboli, passivi, perfettamente controllabili e pronti ad essere schiavizzati e oppressi.<\/p>\n<p>Chi muove le fila del comando ha fatto vedere la carota che faceva brillare gli occhi dei pi\u00f9 e li convinceva delle buone intenzioni di chi li guidava, al quale veniva concessa completa fiducia, in cambio di una continua distrazione dai veri intenti e dagli scopi prefissati verso i quali veniva spinta l&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Quello che sta accandendo e l&#8217;esito finale sembra ormai scontato, tuttavia la vita insegna che nulla \u00e8 scontato tutto cambia spesso improvvisamente e inaspettatamente per ristabilire gli equilibri che erano stati squilibrati.<\/p>\n<p>L&#8217;energia vitale \u00e8 una forza immensa e inesauribile sicuramente sapr\u00e0 riconquistare le giovani generazioni e spingerle verso la crescita e l&#8217;evoluzione alla ricerca del benessere e dell&#8217;armonia. Nulla avviene a caso e tutto concorre a riportare l&#8217;armonia.\u00a0 (Wilma)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1998\" src=\"https:\/\/interazionearmonica.com\/blog\/.\/blog\/wp-content\/uploads\/anni-60-300x212.jpg\" alt=\"\" width=\"273\" height=\"196\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1999\" src=\"https:\/\/interazionearmonica.com\/blog\/.\/blog\/wp-content\/uploads\/adolescenti-smartphone-9_thumb_500_400-300x240.jpg\" alt=\"\" width=\"233\" height=\"189\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vivere in periodi di grandi cambiamenti inevitabilmente porta a fare osservazioni, riflessioni, confronti. Mi sono chiesta perch\u00e8 esiste una grande differenza tra i ragazzi del 1968\/69 e quelli attuali. 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